cinema e ragazzi
 
 

 Schede filmiche a cura di Italo Spada

       

       Queste schede filmiche hanno come protagonisti i ragazzi, intendendo per tali anche adolescenti che la vita ha costretto a maturare troppo in fretta. Consigliamo al lettore di evitare l’errore di guardare dall’alto le loro vicende; rischierebbe di non capire il vero motivo per cui il C.C.R. sostiene da anni che si tratta di materiale utile alla didattica. Un libro e/o un film si possono leggere in molti modi, ma non è detto che tutti i modi di leggere siano uguali. Serviamoci di un esempio. Milioni di persone dicono di amare il mare, ma se analizziamo attentamente come traducono in pratica questo loro amore, scopriamo che alcuni di essi intendono alludere al piacere di starsene in spiaggia sotto l’ombrellone, altri all’opportunità di acquisire una tintarella da sfoggiare in pubblico, altri ancora alle sensazioni di libertà, vacanza, riposo. Con il risultato che l’elenco degli amanti del mare comprende una massa eterogenea: i bambini che fanno castelli di sabbia, i giovani che giocano a pallavolo, le signore che sfogliano la rivista di moda, l’intellettuale che legge l’ultimo libro, il giocatore di carte, il solutore di cruciverba, lo sportivo che fa jogging, il solitario pescatore dilettante, la coppia che va in pattino, il venditore di cocco, l’animatore dei villaggi turistici, i vucumprà africani, le massaggiatrici orientali… Ama il mare, ma in modo del tutto diverso, anche il sub: maschera e boccaglio gli permettono di guardare più in profondità, di entrare in sintonia con il mondo marino, di scandagliarne i segreti.

        Qualcosa di analogo avviene anche con gli amanti del libro e del film. Si può leggere un libro e si può vedere un film in modi diversi; ma, tra tanti modi, la lettura che scandaglia la trama, i personaggi, le situazioni e i particolari è certamente quella più auspicabile.

       A determinare una lettura attenta e approfondita contribuiscono attese e requisiti individuali – come, per esempio, i motivi che provocano l’interesse alla lettura di un libro e la visione di un film, le finalità che si perseguono, la capacità di riflettere, il bagaglio culturale, le personali convinzioni politiche, sociali, religiose – ma anche stimoli esterni. Da ciò, l’importanza del ruolo che ricopre un educatore sia nella scelta del film, che nella capacità di sapere motivare i ragazzi, provocare le loro riflessioni, ritagliare all’interno del programma scolastico momenti di vera e propria cineterapia.

     Occorre, tuttavia, evitare l’idolatria dell’immagine facendo un uso discreto di questo potente mezzo di comunicazione. E’ importante soprattutto operare una cernita, contenutistica ed estetica, tra tutti quei prodotti che invadono il mercato. Alcuni di essi, infatti, sono talmente dozzinali, insipidi, vuoti e antieducativi che vanno citati solo nel cahier de doleance, allo scopo di mettere in guardia i giovani spettatori.

 

 Il personaggio-ragazzo è sempre un tema interessante e nuovo

 

        In sintonia con l’operato e gli obiettivi del Comitato per la Cinematografia dei Ragazzi, vengono qui proposti film che, oltre all’ovvia presenza del personaggio-ragazzo, suggeriscono temi interessanti e si distinguono anche sotto l’aspetto formale. Questo non significa , ovviamente, che oltre i film qui raccolti non ce ne siano in circolazione altri e migliori.

        L’utilizzazione del termine  “personaggio-ragazzo” è volutamente vaga e comprende i bambini, gli adolescenti, i giovani e gli immaturi nonostante l’età. Basterebbe, a tal proposito, fare riferimento al bel film dei fratelli Dardenne, dove non si riesce affettivamente a capire se L’enfant è il neonato, o il giovane padre.

         Per tema interessante, invece, si intende qualcosa di nuovo nella vasta produzione filmica. E’ sorprendente come oltre centodieci anni di cinema non abbiano esaurito tutto ciò che c’è da dire sul mondo dei ragazzi. La verità è che il personaggio-ragazzo è sempre un tema interessante e nuovo. Tra l’altro, l’accostarsi di nuovi paesi al linguaggio filmico, ha ampliato l’orizzonte che sembrava ristretto alla cinematografia americana e ad alcuni paesi europei. E così scopriamo ciò che accade anche ai giovani cinesi, albanesi, bosniaci, sudafricani e colombiani; ai bambini iraniani, aborigeni, indiani, mongoli, e brasiliani.

 

Lo zoom dello zoom 

 

        La produzione cinematografica mondiale è ormai talmente vasta che nemmeno il più accanito cinefilo riesce a rimanere costantemente informato. Nessun dizionario dei film, per quanto voluminoso e continuamente aggiornato, può considerarsi completo, ed è per questo che gli studi e le ricerche sono oggi indirizzati, più che su una generale storia del cinema, su particolari settori. Focalizzare la visione su un argomento specifico non vuole dire, d’altra parte, perdere di vista il panorama generale, perché anche nel cinema vale la regola dei richiami a catena e degli accostamenti spontanei. Il riferimento alla “zoomata”, tecnica tanto usata nel campo cinematografico, può rendere più chiaro questo concetto. Come si sa, quando un regista vuole fare risaltare un particolare, restringe il campo visivo utilizzando lo zoom. Con questo espediente egli non vuole escludere tutto il resto dell’inquadratura, ma solo invitare gli spettatori a porre maggiore attenzione a qualcosa, o a qualcuno.

        Da oltre cinquant’anni il C. C. R. zooma sui ragazzi. Lo fa spostando il suo obiettivo in due direzioni: verso i ragazzi spettatori e fruitori dello spettacolo cinematografico e verso i ragazzi attori e protagonisti delle storie filmiche. Nel primo caso, offre aiuti per una giusta lettura della tecnica e del contenuto, suggerisce il modo migliore per una fruizione intelligente dei media che si trasforma sempre nella formazione del senso critico, unico e insostituibile antidoto contro l’ipnosi dell’immagine; nel secondo caso, dedica particolare attenzione ai film che hanno come protagonisti i ragazzi, proponendoli nei vari corsi di aggiornamento, inserendoli nelle liste e nei programmi dei cineforum, dedicando saggi e pubblicazioni e, da un po’ di tempo a questa parte, riservando un notevole spazio nel sito internet.   

 Gianpiero Gamaleri 

Presidente del Comitato per la Cinematografia dei Ragazzi
Professore Ordinario di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi”
all’Università degli Studi – Roma Tre