Premio Lanterna Magica

       Viene assegnato, nell'ambito della MOSTRA INTERNAZIONALE del CINEMA di VENEZIA, da una giuria di giovani al FILM che ha "MAGGIORMENTE ACCESO LA FANTASIA DEI GIOVANI".

       In collaborazione con i   CINECIRCOLI   GIOVANILI    SOCIOCULTURALI (C.G.S.).

       Con il contributo del MINISTERO per i BENI e le ATTIVITA' CULTURALI, Direzione Generale Cinema.

           Il Premio "Lanterna Magica 2014" è stato assegnato al film LE DERNIER COUP DE MARTEAU di Alix Delaporte con la seguente motivazione:

“per la capacità di raccontare il percorso di crescita e maturazione del giovane protagonista in un contesto di rapporti familiari che, pur minati dalle difficoltà risultano aperti alla speranza. Muovendosi in punta di piedi sulle tematiche della separazione, della malattia, della crescita nell’età più critica, della scoperta dell’affettività e, non da ultimo, dello sport come mezzo di crescita personale, il regista si serve di un linguaggio apparentemente semplice ed immediato che rivela, in realtà, una ricchezza di sfumature e dettagli, indizi, questi, di una sceneggiatura molto studiata ed efficace. Si apprezza particolarmente l’attenzione al linguaggio musicale qui ben utilizzato all’interno del racconto con funzioni narrative ed evocative Si distingue per una narrazione, discreta e significativa e per la leggerezza nel trattare tematiche forti con equilibrio senza incorrere nella facile emozione.”

          
 

       Nelle precedenti edizioni il premio “Lanterna magica” è stato assegnato:

- nel 1998 al film Gatto nero, gatto bianco di E. Kusturica

- nel 1999 al film Non uno di meno di Zang Yimou

- nel 2000 al film Thomas innamorato di Pierre-Paul Renders

- nel 2001 al film Monsoon Wedding di Mira Nair

- nel 2002  al film Nha Fala di Flora Gomes

- nel 2003 al film L’aquilone della regista libanese Randa Chahal Sabbag

- nel 2004 al film Finding Neverland di Marc Forster

- nel 2005 al film Everythings is illuminated di  Liev Schreiber con la seguente motivazione: “Per la efficace ed emozionante descrizione di un percorso di ricerca giovanile, illuminato dal passato e dai valori della tradizione”.

- nel 2006 al film Children of Men di Alfonso Cuaron con la seguente motivazione: "Per aver affrontato il tema della sacralità della vita, ponendo domande sull'oggi attraverso il racconto di un iperbolico domani. Il film si giova, peraltro, di un linguaggio capace di unire la fascinazione spettacolare con una messa in scena equilibrata ed efficace".

- nel 2007 al film SZTUCZKI  (Trucchi)  di Andrzey Jakimowski con la seguente motivazione: “Attraverso un linguaggio cinematografico apparentemente semplice ed immediato, ma ricco di simboli, ha saputo condurre il racconto con leggerezza, mantenendo un equilibrio tra favola e realtà. Da un punto di vista valoriale si sottolinea l’aver suggerito il ricorso alla fantasia, quale bussola per il sentiero della crescita, con un’attenzione alle tematiche della famiglia e, in particolare, della paternità”

-  nel 2008 al film "PA-RA-DA" di Marco Pontecorvo con la seguente motivazione:
 "Il film PA-RA-DA di Marco Pontecorvo intreccia temi importanti quali "l'infanzia rubata", la violenza sui minori, le profonde differenze economiche esistenti tra Stati vicini, le rigidità burocratiche. Il film ha colpito la giovane giuria per la sua capacità di avere una regia in perfetto equilibrio tra l'aderenza documentaristica e un buon uso della retorica cinematografica. Il film, che parla di giovani, suggerisce l'arte, la creatività, il sorriso come concreti strumenti per dare senso alla vita, quella propria e quella degli altri."

- nel 2009 al film "Cosmonauta" di Susanna Nicchiarelli con la seguente motivazione: "Il film mette in scena una storia in cui i giovani sono assoluti protagonisti, sottolinea l'importanza di seguire i propri ideali e valori, quali la solidarietà, l'attenzione ai più deboli e la voglia di giustizia, e indica nella voglia di volare lo specifico giovanile di tutte le epoche"

- nel 2010 al film L'AMORE BUIO di Antonio Capuano con la seguente motivazione: “Per la capacità di evidenziare, pur nella drammaticità di esperienze vissute in un contesto giovanile attraversato dal disagio, l’esigenza di ricostruire percorsi valoriali comunque tesi alla ricerca di un cambiamento, adoperando un linguaggio audiovisivo improntato alla restituzione della contemporaneità”.

- nel 2011 al film IO SONO LI di Andrea Segre con la seguente motivazione: “per la capacità di raccontare il tema dell'immigrazione, molto sentito, quest'anno alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, con l'originalità che deriva da un utilizzo sapiente del linguaggio cinematografico. La narrazione sposa toni leggeri pur affrontando temi importanti della società contemporanea: dignità del lavoro, immigrazione, accoglienza ed integrazione, famiglia e maternità, necessità di perseguire nuove forme di comunicazione. In questo senso, si sottolinea positivamente il ricorso alla poesia come unica possibilità di confronto e dialogo fra lontani".

- nel 2012 al film L'INTERVALLO di Leonardo Di Costanzo con la seguente motivazione: "per la capacità di raccontare l’adolescenza prigioniera di situazioni sociali ed ambientali difficili, soprattutto nel confronto con il mondo degli adulti che sembra essere responsabile di gabbie e carceri non solo materiali. L’opera, che rappresenta l’esordio alla regia di finzione per un professionista del documentario, si apprezza proprio per la cura posta nella restituzione del contesto sociale ed urbano  degradato in cui la vicenda ha luogo e per la scelta della particolare location che, nella varietà degli spazi conchiusi, allude al labirintico percorso di riappropriazione di una adolescenza troppo presto abbandonata. La narrazione, discreta e significativa e la fresca fisicità dei due giovani attori non professionisti, evoca il territorio del sogno come intervallo salvifico in un percorso esistenziale accidentato; una possibilità da cogliere per riscoprire le proprie emozioni, esprimere i propri desideri, riscattare la propria esistenza."

-  nel 2013 al film L’INTREPIDO di Gianni Amelio con la seguente motivazione:  Per la capacità di raccontare un rapporto salvifico padre-figlio evitando gli schemi moralistici e fin troppo corteggiati dal cinema nazionale, in un contesto di crisi e di “liquidità” degli affetti e delle relazioni umane.
Il regista si serve di un linguaggio moderno senza dimenticare l’eredità del grande cinema del passato; rimangono evidenti, senza essere invadenti, rimandi a Keaton Chaplin e De Sica. Di quest’ultimo si apprezza un rinvio alla Milano del “Miracolo” dove è dalla periferia che si riaccendono le speranze.
La narrazione, discreta e significativa, si apprezza tanto più per la soavità nel trattare tematiche forti con equilibrio stilistico e di tono."