INIZIATIVE EDITORIALI  

 

Il C.C.R. pubblica una serie di "Quaderni" utili ad insegnanti ed educatori per realizzare esperienze di didattica con l'uso dell'immagine.


I volumi di questa collana testimoniano anche delle relazioni e degli studi presentati durante i corsi di aggiornamento e costituiscono il frutto di esperienze fatte nella scuola sull'uso dei media e sul linguaggio filmico.


Si sono realizzate due collane: “Da spettatori ad attori” e “Antologie di pionieri”.


Con il contributo del
MINISTERO per i BENI e le ATTIVITA' CULTURALI
Direzione Generale Cinema.
 

 

Da spettatori ad attori”

 

 Il Comitato per la Cinematografia dei Ragazzi, con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali (Direzione generale cinema), pubblica i propri quaderni di approfondimento destinati a docenti, educatori, studenti ed in genere agli appassionati di cinema.  La collana “Da spettatori ad attori” propone una serie di materiali utili a insegnanti ed educatori per realizzare esperienze di didattica con l’uso dell’immagine e delle nuove tecnologie della comunicazione.  Questi i titoli che ne fanno parte:

 

 

1. Italo Spada

Il fotoromanzo in classe
Un’esperienza di lavoro di gruppo
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1985


 IL CONTENUTO
 «Fu così, tra un’arrabbiatura ed una pagina di storia, che si fece strada in noi l’idea di realizzare un fotoromanzo ad esclusivo uso e consumo della 1ª L».
«Questa esperienza – disse Renato – rischia di apparire una perdita di tempo. Se invece la leghiamo al libro di Calvino che stiamo leggendo in classe, può diventare un arricchimento culturale».
«Era mia intenzione arrivare alle conclusioni collettivamente, senza risolvere niente dall’alto».
«Inventammo ruoli per tutti: oltre agli sceneggiatori ed agli attori, ci furono anche i tecnici della fotografia, i cartellonisti, i costumisti, i truccatori, i trovarobe, gli elettricisti, gli arredatori…».

 IL METODO
 Padroneggiare i nuovi linguaggi, smontandoli e rimontandoli, è l’unica pratica realistica per l’acquisizione della consapevolezza del mutamento espressivo e relazionale che stiamo vivendo».
 

 

 

 

2. Italo Spada

Il compito in classe (s)drammatizzato
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1986


 IL CONTENUTO
 «L’idea che quei compiti, impacchettati e tenuti insieme da una fascetta, andassero a finire (belli o brutti che fossero, nati con mille difetti o validissimi, premiati con un 8 o bollati a vita con un 3) in un ripostiglio della segreteria e morissero lì, tra la polvere e rosicchiati dai topi, mi dava fastidio, mi suscitava tristezza. Era un po’ come meditare sugli ospizi dei vecchi, o – per restare in tema – sugli oggetti che non servono più».
«E se per un giorno – mi dissi – un solo giorno, li facessimo rivivere? Se celebrassimo “Il giorno del vecchio oggetto” (e quello dei “vecchi temi”), in classe e tutti insieme, come se fosse una specie di sagra paesana, con gli invitati e la musica, con le luci e – perché no? – le autorità?».

 IL METODO
 «L’esperienza qui raccontata non è altro che un itinerario e la dimensione “sacrificale” della scrittura alla dimensione liberatoria della drammatizzazione».
«Il travasare l’apprendimento in nuovi “contenitori” non significa soltanto riscattare la vita scolastica, ma recuperare anche il senso più profondo di una tradizione culturale che arriva fino a noi».
 

 

 

 

3. Italo Spada – Salvatore Ettore Bonanno

A bi ci…ak!
L’uso dei mezzi di comunicazione nella didattica
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1987

 

 

IL CONTENUTO
 «Un semplice opuscoletto, un abbecedario da sfogliare senza fatica, può risultare più utile e gradito di un manuale specialistico».
«Abbiamo tentato di venire incontro a chi è completamente digiuno nel campo dei mezzi di comunicazione di massa e a chi intende sostituire gesso e lavagna con macchina fotografica e cinepresa».
«La telecamera e tutti gli altri mezzi di comunicazione di massa sono di un’insospettata docilità in mano ad un operatore entusiasta e creativo. Possono – è vero – apparire in primo momento bizzarri e complicati, ma una volta “addomesticati” diventano formidabili strumenti di didattica».

 IL METODO
 «Il migliore modo di conoscere i media è di coinvolgersi in essi». (Marshall McLuhan)
«Bonanno e Spada non hanno altra pretesa, in questo agile lavoro, se non quella di indicare “dove mettere le mani”, ben sapendo, tra l’altro, che già i docenti sanno il fatto loro in tema di programmazione, didattica, di valutazione».


 

 

 

4. Italo Spada

OCCHIO ALLO SCHERMO
Un aiuto alla lettura filmica
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1989

 

IL CONTENUTO
«Ma come si fa a leggere una storia? E, per quanto riguarda il cinema, esiste una grammatica filmica che indirizzi ad una lettura univoca delle immagini?».
«Questo volumetto intende rispondere proprio a queste domande, nella speranza di risultare utile a tutti coloro che reputano importante inserire nel bagaglio culturale dei giovani d’oggi l’educazione all’immagine».
«Il cinema mentale è sempre in funzione in tutti noi (e lo è sempre stato, anche prima dell’invenzione del cinema) e non cessa mai di proiettare immagini alla nostra vista interiore».

IL METODO
«La proposta che nasce da queste pagine difficilmente lascerà passivi; gli stimoli che essa genera nel lettore, infatti, sono di tale efficacia che anche il fruitore più sprovveduto sarà tentato di sperimentarne la validità alla prima occasione».
 

 

 

 

5. Italo Spada

Latte e TV
I ragazzi davanti al video
Relazioni introduttive di Enrico Manca e Gianpiero Gamaleri
Roma, 1989

 

IL CONTENUTO
 «Da qualche anno a questa parte ci si è resi conto che “il silenzio delle sirene” può risultare ancora più dannoso del loro canto. E le crociate contro la TV sono diventate dibattiti, scambi di opinioni, studi, riflessioni, inchieste».
«La TV ha acquistato, nella formazione dell’individuo, un’importanza basilare, paragonabile all’insegnamento scolastico. TV come pane quotidiano, insomma. Meglio – visto che parliamo di bambini – : TV come latte».


 IL METODO
 «Mediamente il tempo trascorso dai ragazzi davanti alla televisione è superiore a quello che viene trascorso a scuola. Si calcola che nell’arco della scuola dell’obbligo i ragazzi stiano 15.000 ore davanti alla televisione e 11.000 sui banchi di scuola. Ecco allora che la “scuola parallela”, la “scuola televisiva”, rischia di diventare la “scuola dominante”».
«È necessario capire appieno quanto la televisione contribuisca alla socializzazione, all’arricchimento del linguaggio stesso dei ragazzi, quanto e come sia – o possa essere – uno strumento di conoscenza critica».


 

 

 

6. Gianpiero Gamaleri – Italo Spada


Un orco di nome schermo
Quale violenza delle immagini
Interventi di: C. Altarocca, S. Boccaccio, G. Carminati, V. Clodomiro, C. Conti, S. Costa, P. De Benedetti, M.R. Di Carlo, D. Di Fonzo, G.
Fantone, M.L. Fasciana, S. Giannone, R. Porro, P. Prini, L. Radi, A. Tamborlini
Roma, 1992

 

IL CONTENUTO
 «Parlare di “violenza delle immagini” potrebbe sembrare a qualcuno un’esagerazione, a qualche altro un pretesto di discussione fine a se stessa, a qualche altro ancora una ricerca inutile di verità oggettiva in un campo di puro soggettivismo».
«Recenti studi ci suggeriscono, invece, di prendere in considerazione l’incredibile “spessore” che l’immagine acquista quando riesce a suscitare sensazioni e a provocare reazioni a catena, individuali e collettive, nella fantasia di chi guarda».


 IL METODO
 «Gli esperti invitati ad esprimere il loro parere in questo libro ricoprono un ampio ventaglio di competenze. Sicuramente, tra i lettori, ci saranno alcuni che condivideranno le idee espresse e altri che avrebbero qualcosa da obiettare. Se il CCR avrà contribuito a confortare gli uni ed a stimolare gli altri, potrà senz’altro dichiararsi soddisfatto della fatica sostenuta».


 

 

 

7. Italo Spada

Giochiamo a fare un film
Idee, soggetti e sceneggiature
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Interventi di Ombretta Fumagalli Carulli, Annamaria  Danilo Zanzucchi sul tema “Cinema, TV e ragazzi: infanzia perduta, infanzia ritrovata”
Roma, 1992

 

IL CONTENUTO
 «In genere – dovendo fare i conti con i regolamenti scolastici – un professore che vuole realizzare un videoprodotto con i suoi alunni tende, pro bono pacis, a non uscire dall’aula.
In tal modo, però, è costretto a limitare la sua fantasia. Non è un caso, infatti, che i soggetti finiscono inevitabilmente per confluire in storielle ripetitive dove, oltre gli alunni, i veri protagonisti sono l’aula, la cattedra, la lavagna ecc…
Con questi suggerimenti vorrei indicare una via d’uscita. Non è una fuga dalla scuola, ma un giro d’ispezione oltre la scuola.
Il mio principale intento è stato quello di giocare con la telecamera dando sfogo alla fantasia per dimostrare che si può fare qualcosa di divertente anche con pochi mezzi.
Non l’ho scartata (ci mancherebbe), ma ho cercato di “asservirla” al gioco. Più esattamente alla quarta tipologia di gioco esaminata da Roger Caillois in “I giochi e gli uomini”: la mimicry, la mimesi, il travestimento.
Non è un’operazione nuova (e chi si interessa di teatro ne sa qualcosa), ma è spesso bandita dalla scuola. Peccato, giacchè finisce col rivelarsi spesso più culturale di molte altre cose etichettate come “serie”».


 IL METODO
 «La scuola come gioco, piacere, divertimento. In cui non solo si impara, ma si fa quello che gli scrittori di tutti i tempi hanno fatto, si capiscono le potenze bifide, esplosive nel linguaggio; e col linguaggio si esplorano i meandri della conoscenza. Alle origini, enigma, poesia e metafora sono strettamente intrecciati, Aristotele lo sapeva. La più alta delle metafore poetiche e il più meccanico degli enigmi hanno in comune il fatto che le parole possano dire più di quel che sembrano dire. Tra gioco di parole, lapsus, sogno e invenzione corrono legami sottili. Coraggio ragazzi, malgrado i programmi ufficiali la scuola sopravvive». (Umberto Eco)
«Cinema che entra nella scuola in modo diverso, partendo dal presupposto che non si può capire un linguaggio nuovo se non ci si esprime anche attraverso di esso, ma si può capire il cinema se non si prova a produrre film. “Fare cinema” diventa così un metodo prioritario per la decodificazione complessiva della più recente tra le arti, come difesa critica dal condizionamento imposto dalla società dai vari poteri economici, culturali e politici e uno dei modi più nuovi e produttivi di porre il ragazzo a contatto con la realtà in modo attivo e partecipe». 
 

 

 

 

8. Italo Spada

Click
Primi passi verso il cinema
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1993


 IL CONTENUTO
 «“Click” imita un rumore breve, secco, metallico: il rumore del bottone di scatto della macchina fotografica.
Parlare di macchina fotografica nell’epoca della telecamera sofisticata, del videoregistratore e del video proiettore, può sembrare un’operazione patetica. È come riesumare un vecchio giocattolo, impolverato ed arrugginito.
Nonostante ciò il CCR inserisce tra le sue pubblicazioni un quaderno dedicato al fotoromanzo. E non reputa che l’operazione sia una fatica inutile o che esuli dai suoi programmi.
Per sgomberare il campo da errate interpretazioni, anzi, se ne precisano gli obiettivi bel sottotitolo. Con quel “primi passi verso il cinema”, infatti, si vuole sottolineare che “click” fa rima con “ciak”. È come se, volendo invitare docenti ed alunni a cimentarsi con il prodotto cinematografico, si suggerisse loro di farsi le ossa con il fotoromanzo. Dallo scatto singolo alla pellicola, dalla fotografia al film il passo è breve ».
 
IL METODO
 «L’intento educativo della collana – così come quello di tutta la lunga attività del CCR – indica chiaramente che i termini di “spettatori” e di “attori” devono essere riferiti non solo al mondo del teatro, ma a tutto l’universo dei media, specie quelli di più largo consumo da parte dei giovani: dal cinema alla televisione, dal disco al walk-man, dal fumetto al fotoromanzo.
E proprio a quest’ultimo genere espressivo è dedicato questo lavoro di Italo Spada, tanto più significativo perché non è soltanto frutto di una ricognizione teorica sul tema, ma anche di una sperimentazione effettivamente realizzata con un gruppo di ragazzi ».
 

 

 

 

9. Italo Spada

IL CINEMA SENZA RUGHE
I ragazzi protagonisti in 100 anni di produzione filmica
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1994

«Questo CINEMA SENZA RUGHE si presenta come una raccolta di cento preziose schede filmiche. In esse, i lettori troveranno i principali dati tecnici, le trame, le notizie biografiche dei registi, le riflessioni sui ragazzi protagonisti e un florilegio di note critiche.
Si tratta, pertanto, di un lavoro adatto a completare la lettura dello spettatore, a fornire un supporto per eventuali dibattiti e a suggerire un elenco di film che presentano temi e problemi attinenti al mondo dei ragazzi».
«Ma c’è di più: giacché i 100 film qui raccolti sono stati scelti anno per anno e seguendo un criterio cronologico, il loro insieme forma una sorta di piccola storia del cinema; un cinema ancora giovane nonostante i suoi cento anni di vita, e “senza rughe”, per la caratteristica della presenza del personaggio-ragazzo che accomuna i film scelti». 
 

 

 

 

 

10. Italo Spada

INTERNO AULA
Il mondo della scuola nell’universo del cinema
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1995

«… a ben riflettere, non c’è niente nella scuola che non sia riconducibile al mondo del cinema (…) A questa “fonte di idee” il cinema ha attinto, nell’arco del suo secolo di vita, con grande voracità (…) Di questa dimensione filmica della scuola si è cercato di cogliere, in appena settanta pagine, gli aspetti più rilevanti, indirizzando la ricerca su dieci temi: il “materiale plastico”, il diverso modo di intendere la scuola, il calendario scolastico, la tipologia degli alunni, gli affetti e le passioni, la ricca fauna di buoni e cattivi docenti, la figura del bidello, le materie extracurriculari, i mali della società che volenti o nolenti penetrano nel perimetro scolastico, i ricordi che restano anche dopo il suono dell’ultima campanella».
 

 

 

 

11. Italo Spada

IL CINEMA DEL DISAGIO
20 schede filmiche sul male di vivere
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1996

«Più o meno, qualche disagio ce lo abbiamo tutti. Sarà per tara ereditaria, o perché essa è insita nelle nostre stesse relazioni sociali, o per qualche altro recondito motivo, il fatto è che sembra scritto nella natura stessa dell’essere vivente non raggiungere mai la quiete.
I film presi in esame in questo lavoro vogliono suscitare l’attenzione del lettore-spettatore su venti disagi – individuali o collettivi, insoliti o normali – che si nascondono dietro il male di vivere.
Venti schede filmiche sul “male di vivere” che si trasformano, però, sul “bene di vedere” certi messaggi a preferenza di tanti altri che oscillano tra il banale e il negativo. Si tratta per lo più di temi duri, trattati da maestri del cinema con una serietà che richiede allo spettatore un corrispondente impegno».
 

 

 

 

12. Italo Spada

IL CINEMA DELL'HANDICAP
20 schede filmiche sulla diversità
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1997

«Non deve sorprendere trovare tra le venti schede filmiche scelte da Italo Spada insospettati handicap. L’impotenza dell’infanzia, i turbamenti della gioventù e gli acciacchi della vecchiaia possono pesare in un individuo quanto e più della cecità, del mutismo e della sindrome di Down; essere disprezzati perché obesi, di diverso colore oppure di razza ebrea può nuocere quanto e più dell’essere matti, disturbati, esauriti. E non si tratta di handicap in senso lato se, al tirar delle somme, procurano anch’essi emarginazione e commiserazione. Probabilmente, inquadrati come siamo nella nostra normalità, non abbiamo mai riflettuto abbastanza su questo argomento, oppure l’abbiamo facilmente liquidato».
«Per i cineasti poche cose sono tanto allettanti quanto la costruzione di storie sulla diversità. Si trovano, infatti, in essa due importanti elementi dello spettacolo: la “particolarità” del caso, che rende la storia non comune e, per questo, interessante ed originale, e la possibilità di coinvolgere emotivamente lo spettatore».
 

 

 

 

 

 

13. Italo Spada

IL CINEMA DEL SORRISO
20 schede filmiche sulla distensione
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1998 

«La comicità ci aiuta a sopravvivere preservando il nostro equilibrio mentale. Grazie all’umorismo siamo meno schiacciati dalle vicissitudini della vita. Esso attiva il nostro senso delle proporzioni e ci insegna che in un eccesso di serietà si annida sempre l’assurdo».
«Nelle 20 schede scelte da Italo Spada è possibile riscontrare una sorta di “summa” sul sorriso e sulle sue varianti, sui motivi che ci inducono al riso o al sorriso, di che cosa, di chi, come e quando si ride o si sorride».
«Se è vero, come è stato detto in un recente convegno svoltosi a Basilea, che negli anni Cinquanta la gente dedicava al riso in media 18 minuti al giorno, mentre oggi si ride solo per 6 minuti, l’idea di proporre all’attenzione del lettore 20 schede sul cinema del sorriso equivale al suggerimento di cambiare rotta e sdrammatizzare tutto ciò che non è di vitale importanza con una bella risata. E se è vero che, per il buddismo zen, 15 minuti di risate equivalgono a 6 ore di meditazione, nelle 40 ore dei film qui scelti si potrebbe fare “un pieno d’ottimismo” sufficiente a farci guarire dalla tristezza e dalla noia almeno per qualche anno: il tempo di comunicarlo ai parenti, agli amici, ai giovani».
 

 

 

 

14.    Italo Spada

l’inganno consueto
Rileggendo un secolo di cinema
Introduzione di Ester Gandini Gamaleri
Roma, 1999



 «Il cinema rappresenta la cultura della società in cui nasce e ne diventa un testimone privilegiato, esso è partecipe, espressione e talvolta elemento di uno dei movimenti e dei motivi di tutta la cultura europea. (…) Non vi sono dubbi che la scuola trarrà da esso un grosso spunto per raccontare la storia dell’uomo, almeno nell’ultimo secolo».
«… il cinema offre, paradossalmente, il più magico dei beni di consumo, e cioè i sogni. Il cinema è l’arte che più di altre può coniugare estetica e comunicazione, bellezza e valori, con una straordinaria possibilità per la diffusione di una cultura autenticamente umana».
«Vedere un film significa immergersi in un mondo di immagini che solo concettualmente ha un creatore che provoca e un fruitore che subisce; in realtà, invece, si tratta di una specie di gioco collettivo di rimandi a catena, dove tutti riceviamo e ricreiamo a nostra volta, come cristalli nel vortice di un caleidoscopio».
 

 

 

 

15. Italo Spada

IL CINEMA DElla fantasia
20 schede filmiche sull’evasione
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 1999

 «Dire “la mia vita somiglia ad un film” non è più una frase ad effetto e nessuno di noi ormai si meraviglia quando, seguendo una storia inventata da altri, si immedesima al punto tale da credere che sia la propria. E questo perché nel cinema tutto è falso nella stessa misura in cui tutto potrebbe essere vero, perché nella fantasia i confini tra il viaggio inventato e quello realmente fatto sono talmente impercettibili da generare confusione e fusione».
«I venti film selezionati in questo lavoro possono dare un’idea della vastità dell’argomento. Ci sono fantasie di intellettuali, di poveri, di pazzi, di scienziati, di poeti, di sognatori, di innamorati, di anziani; fantasie di ieri e di domani, di cose e di animali, di ciechi e di banditi, di singole persone e di intere comunità».
«Tutte questa fantasie solo in apparenza sono diverse tra di loro. In realtà, invece, hanno molte cose in comune: non si tratta, insomma, di una diversificazione, ma di una ramificazione della fantasia; è come se tra le varie manifestazioni della fantasia scorresse una linfa comune».
 

 

 

 

16. Italo Spada

Liberamente tratto da…
Quando la letteratura si fa cinema
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma, 2001

 «Sin dalle sue origini il cinema ha utilizzato l’opera letteraria come una ricca fonte di ispirazione. Spesso le ha, per così dire, “restituito la cortesia” provocando nello spettatore che ha visto il film il desiderio di leggere anche il libro».
«… se è vero che la domanda “il film è migliore o peggiore del romanzo?” è fuori luogo, è altrettanto vero che ce ne possono essere tante altre che, al contrario, sono opportune e lecite. Dal confronto tra le opere letterarie e le loro trasposizioni filmiche (già, di per sé interessante come esercizio di attenta lettura) nascono molti stimoli per la riflessione e la discussione».
«Se si guarda l’Indice si noterà che le opere letterarie e i film sono stati selezionati come proposte didattiche su argomenti diversi e per alunni di diversa età. Si va, infatti, dalle novelle di Verga e Pirandello al racconto lungo (o romanzo breve) di Boito, dai romanzi di Patti, Tabucchi e Sepùlveda ai testi teatrali di Machiavelli e Shakespeare, da una ballata in poesia ad un testo sacro. Dieci idee da sviluppare, dieci inputs, dieci suggerimenti per compiere altri passi verso la trasformazione dei ragazzi “da spettatori ad attori” che questa collana ha sempre inteso promuovere». 

 

 

 

17. Italo Spada

FACCINE
Bimbi di celluloide
Introduzione di Gianpiero Gamaleri
Roma 2004


       

"Facce da cinema che emergono dallo schermo come specchio dell'anima che rivela il nostro essere, la nostra sensibilità, i nostri pregi e difetti, la nostra storia. Bambini protagonisti di tanti film".
 

 

 

18. Italo Spada                     

DANTE LUMIÈRE

La tecnica cinematografica nella poesia
presentazione di Gianpiero Gamaleri

Roma, 2005
 

 

“Poesia e cinema hanno molti punti in comune perché hanno in comune la stessa fonte d’origine: l’animo, la fantasia, la creatività, la capacità di desiderio e di libertà dell’uomo.

La validità didattica di questa lavoro consiste, pertanto, nel suggerire agli alunni – ma  prima ancora agli insegnanti – tre operazioni:

1.     scoprire il sottile, intimo legame cinema-poesia,

2.     leggere la poesia vedendo le immagini che essa evoca,

3.     vedere un film lasciandosi trasportare dall’aura poetica che le immagini trasmettono.

Viene così tracciato il sentiero di un prezioso percorso multimediale e veramente interdisciplinare per aiutare i ragazzi ad essere figli del proprio tempo senza rinnegare le eredità ricevute.”


 

 

 

 

 

19.Italo Spada

       SCHERMO GIOVANE
Ragazzi Protagonisti
Introduzione di Giampiero Gamaleri

Roma, 2006

Dedicato alla memoria di un amico, Pinello Taborra, che con il suo sorriso contagioso e la sua gioia di vivere, haconquistato, per tanti anni al CCR, centinaia di ragazzi,trasmettendo il suo amore per il cinema. "23 storie di ragazzi anche adolescenti, costretti a maturare troppo in fretta".
 

 

 

 

20.Italo Spada

       LO SPECCHIO INCANTATO
Schede e recensioni su Ragazzi e Cinema
Introduzione di Giampiero Gamaleri

Roma, 2009

 

Che il cinema sia uno dei tanti specchi della nostra esistenza è risaputo. Angelo Solmi, già nel 1963, aveva intitolato “Cinema, specchio del tempo” una sua storia del cinema in rapporto al costume. Umberto Eco, precisando, in “Sugli specchi e altri saggi”, che lo specchio acquista un significato a seconda dei contesti, invita a rivestire questo comune oggetto casalingo di ulteriori significati. Nelle fiabe, da Biancaneve ad Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, lo ritroviamo come mezzo magico, prodigioso, capace di interloquire con chi gli rivolge la parola. Niente di strano, pertanto, se in questo nuovo saggio della collana “da spettatori ad attori” edita dal Comitato per la Cinematografia dei Ragazzi, si riveste lo specchio del cinema di poteri che gli sono stati sempre riconosciuti: quelli di rivelare e di incantare.

 

 

 

“Antologie di pionieri”

 

 Il Comitato per la Cinematografia dei Ragazzi, con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali (Direzione generale cinema), nell’ambito delle sue iniziative editoriali, riunisce nella collana “Antologie di pionieri” alcuni testi tratti dal corpus dei 23 volumi in cui sono raccolte lezioni ed esercitazioni tenute nei primi 23 corsi sull’educazione audiovisiva dei ragazzi, svolti a Roma dal 1956 al 1980.

 «Ogni testo reca l’anno in cui apparve: ma non si tratta di riesumazioni. Anzi, non sarà piccola meraviglia constatare la straordinaria attualità di pensieri e proposte che tanti anni or sono erano intime convinzioni quasi profetiche, specialmente nei riguardi della necessità mediatrice della scuola, nel rapporto giovani e linguaggio cinematografico.

Questa pubblicazione è l’adempimento di due doveri: il primo verso prestigiosi collaboratori per riproporre alcuni dei loro insegnamenti più validi e anticipatori; il secondo, per ribadire una tradizione quasi quarantennale di servizio volontario per la “cultura audiovisiva” e per i giovani, per il loro diritto a sviluppare tutte le loro virtualità nel loro tempo, connotato dalla presenza cruciale, “rivoluzionaria”, delle comunicazioni cinetiche audiovisive.
Nel nome di questa tradizione – che ha dato e dà risultati di rilievo nella prassi dell’educazione audiovisiva dei ragazzi, sia con la “lettura critica” (dialogo-dibattito nel gruppo di un’opera cinematografica) sia con la “scrittura creativa” (film-making) – assolvo il compito, quale anziano co-fondatore del CCR, di riproporre pagine che hanno aiutato due generazioni di educatori di ieri e di oggi, e che certo hanno qualcosa da dire a quelli di domani».
Cesare A. Moreschini
  

Questi i titoli che ne fanno parte:

  

 

 

1.     Gabriele S. Sinaldi

Ragazzo e film: etica e estetica
dello
spettacolo cinematografico

A cura di Cesare A. Moreschini

Roma, 1990

 

 

 

 

2.     Mariella Lombardo

Nel mondo dell’infanzia
17 percorsi per capire meglio i bambini

a
cura di Italo Spada

Roma, 2000

 

 

 

 

 

3.     Mario Verdone 

L’educazione audiovisiva
Lezioni sul linguaggio filmico
Introduzione di Italo Spada

Roma, 2003

 

 

 

 

 

4.     Mariella Lombardo

Con gli occhi del  cuore
A cura di Italo Spada
Roma, 2007

 

 

 

 

 Iniziativa editoriale 

 

“Dalla bottega al set. vecchi e nuovi mestieri”

 

 

Nell’anno 2002, il Comitato per la Cinematografia dei Ragazzi ha realizzato, con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali e della Provincia di Roma, Assessorato allo sviluppo economico ed attività produttive, il volume “Dalla bottega al set. Vecchi e nuovi mestieri”, con cui si è cercato di offrire ai giovani un’occasione di riflessione sul valore della cultura cinematografica e delle attività artigianali del territorio. Il testo si colloca in un più ampio progetto, denominato “Mestiere che muore, mestiere che nasce. Sulle orme degli artigiani” che ha visto il CCR impegnato nell’organizzazione di un concorso rivolto alle scuole ed ai gruppi giovanili di Roma e Provincia: in appendice sono infatti riportai i poster e le sceneggiature vincenti ed il testo stesso è stato distribuito, durante il convegno conclusivo della manifestazione, ai 400 partecipanti con allegata la videocassetta in cui sono contenute le iniziative più significative. Il percorso di analisi contenuto nel volume, dunque, si sviluppa attraverso tre distinti saggi con cui primariamente si riflette sul perché dell’artigianato (Maria Renata di Carlo), successivamente si cerca di conoscere chi sono oggi gli artigiani (Mariella Lombardo), infine si focalizza l’attenzione sul rapporto tra artigianato e cinema (Italo Spada).

 Il Presidente
(Prof. Gianpiero Gamaleri)